[Bufala] I Rom buttano il cibo donato dal Governo

Pubblicato il 13 ottobre 2013

monnezza

Dopo la bufala sul “Vendola pedofilo”, la pagina di Catena Umana Italia ci delizia con una nuova perla; quella dei Rom che getterebbero cibo donato loro, nei cassonetti. La lettera, firmata da un certo Damiano Angeli, fa riferimento ad un gruppo di «clandestini/rifugiati politici». Facciamo notare che i Rom sono cittadini italiani, inoltre non si può essere allo stesso tempo clandestini e rifugiati; tra l’altro secondo Angeli percepirebbero un sussidio di «€45 giornalieri oltre che all’alloggio nei rispettivi stabili», ma questo rende ancora più confusa la descrizione dell’autore.

rom

Se percepisci un sussidio significa che sei regolare. Oltre a questo i suddetti “Rom/clandestini/rifugiati” si trovano – guarda un po’ – vicino ad una ditta che confeziona cibo per le mense. Lo testimonia, nella pagina, proprio una ragazza che abita in zona, il cui commento è stato ignorato dagli amministratori. Del resto chi fa girare la lettera non si preoccupa minimamente di spiegarci chi sia l’autore, giusto per capire se per caso non abbia interessi personali o ideologici.

commenti

La foto allegata alla “notizia” non significa un fico secco, del resto i cibi dopo un certo periodo di tempo hanno questo vizio – poco patriottico – di decomporsi e andare a male. Tutte le attività economiche alimentari sono tenute a gettar via il cibo scaduto o invenduto. Non è colpa dei clandestini.

Cercando la fonte della lettera scopriamo che questa è rimbalzata anche su Tutti i Crimini degli Immigrati, un sito chiaramente “tollerante e tendente a verificare le notizie”, come quando recentemente hanno delirato di uno stupro commesso dai profughi di Lampedusa ai danni di una ragazzina imbarcata assieme a loro. Ovviamente non era vero niente. Basta leggere con attenzione il testo che loro stessi hanno copia-incollato.

Francamente non sappiamo cosa sia peggio, se sprecare una cotoletta o l’intelligenza di chi legge, commenta, e magari fa finta di non vedere un suo simile, gettato da un barcone, morire annegato.

0
© Riproduzione riservata

PER APPROFONDIRE Tags , ,
  • David Librera

    L’importante è accentuare l’odio, il resto non conta. Proprio qualche giorno fa mi sono imbestialito leggendo un articolo che sosteneva una legge che dava 1600€ agli immigrati. L’autore aveva messo uno screenshot di un pezzo della pagina web del sito repubblica, quando poteva benissimo mettere il link al sito in modo da poter aver più dettagli. E’ triste. Ma ancora più triste tutti quelli che non leggono con attenzione le pagine, spesso si soffermano al titolo, ed offendono, minacciano, odiano per niente. A tal proposito pubblico un sondaggio (suggerito da un mio amico) che da una valutazione (molto negativa) delle conseguenze di questa falsa informazione http://www.lastampa.it/2013/01/25/societa/gli-utenti-web-credono-alle-notizie-false-anche-dopo-le-smentite-Q6dXB2Vcg3n4Rhv0WOTRkO/pagina.html

    • Luisa Canton

      Se uno è un po’ smanettone uno screenshot fasullo può essere creato tranquillamente. Usassero tali abilità per fare qualcosa di utile. E su una delle pagine che ha diffuso questa foto (intitolata “nazionalisti italiani”, se volete aggiungerla all’elenco dei minchioni) ho risposto dicendo che così com’è la foto non dice nulla; quel cibo potrebbe essere stato gettato da chiunque

      • Giovanni Pili

        Una cosa che ho dimenticato di scrivere è che si vedono solo tre vaschette “piene”.

        • Luisa Canton

          Vedi che bravo… non avevo fatto caso in effetti!

        • masha sempre

          3 vaschette?????? Riguarda bene e poi conta….

          • Giovanni Pili

            No, ma io farei un post apposito. Non prima di aver consultato i RIS.

      • Giovanni Pili

        Una cosa che ho dimenticato di scrivere è che in effetti si vedono solo tre vaschette “piene”.

    • Giovanni Pili

      Conoscevo l’articolo. Tra l’altro è stato tradotto male dai divulgatori di teorie di complotto, insinuando che lo studio fosse contro i debunker… Trovo la cosa ancora più rappresentativa del problema.

  • Ugo Paliotto

    Però restano senza risposta alcune domande:
    1) Come mai hanno inscatolato il cibo PRIMA di buttarlo?

    2) Da quanto tempo era stato confezionato?
    3) Da quanto tempo era scaduto?
    4) Era ancora utilizzabile per l’alimentazione animale? E come fertilizzante? la legge vieta anche questi usi?

    • David Librera

      La risposta alla domanda 1) è la risposta a tutto: il cibo era inscatolato perché prodotto da una qualche ditta che produce beni alimentari. Questi beni vengono caricati su un camion e mandati in tutte le mense, che li distribuiscono. Nel centro di accoglienza in questione c’è una mensa gestita dalla caritas. Siccome i cibi sono freschi, hanno una scadenza di 2 giorni al termine del quale vengono buttati. Se qualcuno mi mostra una mensa dove non avanza nulla, allroa mi rimangio tutto. (perché in quel centro ci vivono circa 500 persone, e non mi sembra che gli avanzi siano una cosa così esagerata).

    • Aleksandra Gabrielsson Wolak

      A vedere dalle foto: le foto sul blog: 19 novembre.
      Scadenza cibo 9 ottobre.
      Direi….la prossima volta, se quei maniaci di razzistoni vigliono incriminare qualcuno, facessero meglio, a caricare le foto lo stesso giorno…oppure lo fecero ;)
      Beh. Il cibo è scaduto.

      • Ugo Paliotto

        Dove hai visto la data di scadenza dei cibi?

        • Aleksandra Gabrielsson Wolak

          Se guardi un po in alto, c´é il link del blog voxnews. Guarda le foto, le date, paragona.
          Notte :)

          • Ugo Paliotto

            Grazie!

  • masha sempre

    Una mia amica lavora presso un asilo statale…anni fà poteva portare a casa ,qualche avanzo della mensa ( ovviamente di tutte le mense di ogni attività e scuole) ancora confezionato : panini , frutta ,arista ,carotine, fettine fritte , affettati vari , formaggio pollo lesso e non ectectectecte ,,…tanto veniva buttato via ( alla nettezza) ebbene ora non lo può fare …son 3-4 anni è uscita una regola ( legge) che è SEVERAMENTE vietato portar via neanche un panino per la motivazione: L’igene (???????????) e chi viene trovato in fallo ….minimo la sospenzione di tot giorni !!!Quindi tutto alla nettezza!!! PS questa foto dev’esser fatta fuori da qualche scuola ,asilo, frabbrica…..

  • ele_f

    sfatiamo il mito dei 45 euro al giorno: i soldi vengono dati ma ad enti e associazioni che lavorano con gli immigrati in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati e/o vittime di tratta in reinserimento sociale. Servono per pagare gli stipendi agli operatori italiani che così lavorano e pagano le tasse; al singolo utente straniero arrivano 2 euro al giorno e spesso manda i pochi soldi che riesce a mettere da parte ai parenti rimasti in patria…tranquilli che non si butta via niente!

  • carlo
    • Giovanni Pili

      Se lo dice voxnews… Eppoi foto del cassonetto da diverse angolazioni sono “evidentemente” una prova inconfutabile, contro i “fanatici antirazzisti”. :D
      Sono esilaranti! Comunque nessuno parla di supermercati, ma di un servizio per le mense.

    • Aleksandra Gabrielsson Wolak

      Infatti…tutto scaduto.

  • Paga e Taci, Somaro Italiano!

    Mah, io ho percorso con Google Maps tutta la Via Staderini nei pressi dell’edificio riconosciuto come il centro profughi.

    Della “fabbrica alimentare” non c’è traccia.

    Sull’altro lato della strada, ci sono solo civili abitazioni.

    Sul lato del centro profughi, da una parte c’è un incrocio, e dall’altra un campo.

    L’unico che potrebbe essere sono gli edifici industriali dopo il campo, ma ingrandendo le insegne, c’è tutto meno che una fabbrica di alimentari.

    Questi sono i FATTI.

    Poi la propaganda comunista, che deve difendere i “poveri migranti” anche davanti a un emblematico caso di spreco e comportamento incivile (si può dire incivile, o è razzista?), è un altro paio di maniche.

    PS

    Guardando meglio, proprio accanto all’ingresso del centro profughi, si vede una distesa di Peroni vuote.

    A quanto pare, il cibo non gli piace, ma le birrette le bevono eccome!

    • Guest

      Se inserisci il nome della cooperativa, la trovi. Inoltre se cerchi con google trovi articoli pubblicati in tempi non sospetti riguardo una mensa ATAC in via Prenetsina, 45.

      Ma il punto è un altro. Non puoi con la foto di un cassonetto, dove si vede qualche vaschetta piena, dimostrare che tutto il cibo donato viene buttato via, così… a prescindere; potrebbe essere scaduto, avariato, potrebbe essere che una parte è stata mangiata in parte, eccetera. Solo col pregiudizio effettivamente se ne può costruire una “notizia”.

      • Guest

        Bo’… questi commenti sono un casino. Il “Guest” sono sempre io. Mo vediamo se riesco pure ad allegarti la foto.

        • Paga e Taci, Somaro Italiano!

          Grazie della precisazione (in effetti, dal 9 al 83 proprio “attaccato” non è, sono oltre 700 metri)

          Comunque, la prova regina che quel cibo era destinato a immigrati è un’altra: sul sito incriminato, su una delle foto sopra la vaschetta c’è una etichetta che dice “Roio del Sangro”

          “Roio del Sangro” è (o era) un centro di accoglienza per immigrati da 80 posti, come si evince da questo documento del Comune di Roma (pagina 12)

          http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/Dpci_LDPEG2012.pdf

          Quindi quel cibo era per gli immigrati, pagato con i nostri soldi e ora sta nella spazzatura.

          Poi non dico che ce lo abbiano buttato loro, loro magari neanche l’hanno mai visto… però concorderai che è uno spreco!

          Ora, siccome io che sono ITALIANO, onesto e lavoro da precario, capita che a fine mese debba fare i conti al supermercato quando faccio la spesa per farmi bastare i soldi, vedere che con il 50% di tasse che lo Stato Ladro mi ruba ogni mese, poi ci si compra cibo per gli immigrati che va nella spazzatura (e ti ripeto, non so e non mi interessa chi ce lo ha buttato), se permetti mi fa girare un po’ le balle.

          A maggior ragione quando vedi che, se vai a chiedere un sostegno per noi precari ITALIANI, a tutti i livelli le Istituzioni ti dicono che non ci sono soldi.

          Se incavolarsi per questo significa essere razzisti, vorrà dire che sono razzista, pazienza…

          Di sicuro chi pensa così ha il portafogli più pieno del mio!

          (mai visto uno di questi radical chic benpensanti che predicano l’accoglienza lavorare in un call center o vivere in affitto, di solito sono tutti mantenuti)

          • Giovanni Pili

            Purtroppo chi fa girare questa “notizia” non ha il dono della precisione che hai tu. Quella foto può significare un sacco di cose:

            1. le vaschette ben visibili possono essere state messe apposta.
            2. le due aziende vicine al centro possono smaltire parte dell’immondizia altrove per risparmiare sulle tasse
            3. non esistono elementi che provino che il contenuto delle buste nere sia colmo di vaschette piene
            4. può trattarsi di una partita ormai scaduta
            5. può essere che le vaschette piene (ed è molto probabile) siano poco più delle 4 che vedi in foto.

            Capisci il mio discorso? Cercando tra le principali testate poi, nemmeno quotidiani com Libero e il Giornale pubblicano la “notizia”. E’ grave che si possano far circolare cose del genere ottenendo che abbocchino in così tanti. Davvero non ci vedi niente di xenofobo e pregiudiziale? Ma sì che lo vedi…

    • Guest

      Se inserisci il nome della cooperativa, la trovi. Inoltre se cerchi con google trovi articoli pubblicati in tempi non sospetti riguardo una mensa ATAC in via Prenetsina, 45.

      Ma il punto è un altro. Non puoi con la foto di un cassonetto, dove si vede qualche vaschetta piena, dimostrare che tutto il cibo donato viene buttato via, così… a prescindere; potrebbe essere scaduto, avariato, potrebbe essere che una parte è stata mangiata in parte, eccetera. Solo col pregiudizio effettivamente se ne può costruire una “notizia”.

  • Paga e Taci, Somaro Italiano!

    Se la moderazione mi passa il link, queste sono le prove di quanto prima affermato…

    http://imageshack.us/g/541/kagt.png/

    Ma potete girarci anche voi, basta inserire l’indirizzo (Via Staderini 9, Roma)

    Io la fabbrica alimentare continuo a non vederla.

    Ma può darsi che sia accecato dal razzismo, mi aiutate voi a cercarla?

    Se la trovate, chiedo scusa, e mi vado a far controllare la vista dalla dott. Kyenge, promesso!

  • lorenzo

    bella la foto. mi piace come fanno la differenziata,complimenti

  • jaja

    Solo una domanda: quale azienda può smaltire i rifiuti e gli scarti di produzione nei cassonetti lungo la strada?
    E senza dividerli tra umido, plastica e secco?

    Non so se questo articolo dica la verità o meno, ma un approfondimento anche di chi è incaricato di verificare lo smaltimento dei rifiuti industriali sarebbe cosa buona e giusta.

  • max

    so che per smaltire cibo scaduto una ditta non lo puo gettare nei cassonetti ma portarlo verso centri atrezzati che lo usano per altri scopi, che sia una bufala che sti migranti buttino il cibo non ci credo nemmeno un po, secondo me sanno ceh s eprotestano possono ottenere di piu, quindi lo buttano tanto ci sta sempre chi farà i loro e principalemnte i propri interessi

  • Max

    Però spiegatemi se non hanno sussidi….cosa c’è scritto in questa lettera???

    • guido

      Non mi sembra difficile, basta leggere. I 30 euro è il corrispettivo massimo, al giorno, destinato alla STRUTTURA che fornirà vitto, alloggio, 2,5 euro al giorno ed una tessera da 15 (una tantum). La struttura, che deve essere in regola, lavora, guadagna e paga tasse in Italia. Quelle che accettano sono evidentemente ben contente, perchè lavorano e danno lavoro ai dipendenti. Se vuoi, è questo il “business” degli immigrati…

  • Rosanna Zannotti

    comunque e chiunque abbia buttato questo cibo… è un parassita..nessuno che sudi con lavoro e sacrifici una sola vaschetta di quelle… non lo butterebbe … perchè non lo farebbe scadere ( sempre se questa sia la giustificazione ..) dunque .. italiani o stranieri meritate la fame a vita ….

  • Lea di pi

    Ogni tanto spunta fuori questa “notiziona” e puntualmente si elucubra su tutte le possibili variabili senza informarsi mai sulla realtà. L’unica notizia certa è che ai migranti richiedenti asilo (perchè i clandestini che non ne hanno diritto spetta solo il rientro in patria a spese della comunità europea). Ai richiedenti asilo in attesa che venga definito il loro status di rifugiati viene concessa l’accoglienza presso un centro. Ricevono una scheda telefonica di 15 € per la cabina telefonica al loro ingresso, ma non tutti l’accettano perchè hanno un loro telefono personale con cui preferiscono chiamare la famiglia rimasta al paese di provenienza. Vengono dati 2€ al giorno per le spese personali. Viene garantito il vitto, l’alloggio e l’assistenza sanitaria. Al centro di accoglienza tramite un decreto viene dato 60-80 € per ogni ospite al giorno per garantire il vitto e l’alloggio. Presso i centri dopo l’arrivo e dopo essere stati rifocillati e ospitati i migranti nella percentuale del 80-90% gia dal secondo giorno si allontana per poter raggiungere i famigliari già presenti in Europa. I centri di accoglienza molto spesso non dichiarano immediatamente dell’allontanamento volontario e continuano a percepire la cifra stanziata dalla comunità Europea oltre a continuare ad ordinare cibo anche per coloro che non sono più nella struttura. Pertanto è facilmente comprensibile da questo il perchè si trovi cibo destinato agli immigrati nella spazzatura, ovvero, anche se nel centro da 120 ospiti iniziali rimangono 10-15 persone ad alloggiare, il centro continua a richiedere pasti per 120 per non rischiare di perdere la cifra stanziata procapite dal decreto. Dalle mie parti la struttura gestita da una cosiddetta suora, la prima volta che ha accolto 150 migranti e già dal giorno dopo erano rimasti 60 e il giorno dopo ancora 20, ha diramato un comunicato stampa in cui comunicava l’allontanamento di un numero imprecisato di migranti affetti da scabbia. Nel paese si è vissuto un periodo di allarmismo perchè il giornale locale titolava “E’ allarme contagio in città” per poi scoprire nel quotidiano del giorno dopo che non c’era nessun pericolo contagio, in quanto la scabbia era già stata diagnosticata all’arrivo a Lampedusa e lì immediatamente trattata. Quindi la suora nella sua più alta intelligenza pensava di creare allarme e far si che tutti si allertasero e riportassero indietro i fuggitivi. Di modo che lei potesse continuare a percepire la quota economica. per il vitto e l’alloggio. In parole povere lo schifo lo fanno sempre gli stessi, ovvero quelli che voglio approfittare della situazione.