10 cose che (forse) non sai sulla psicologia di coppia

Pubblicato il 28 luglio 2014

Copertina QUIZIn questo articolo ho voluto raccogliere 10 “pillole” sulla psicologia di coppia, curiose ma soprattutto utili e principalmente tratte da ricerche scientifiche o dal pensiero di grandi psicologi.

Leggendole, potrai imparare divertendoti alcune strategie efficaci tratte dalle più recenti ricerche psicologiche per aumentare il benessere all’interno delle relazioni d’amore.

1) Quali sono i quattro comportamenti che uccidono la relazione di coppia?

Lo psicologo John Gottman ha studiato i rapporti di coppia per oltre 40 anni e ha identificato 4 comportamenti che aumentano vertiginosamente il rischio di divorzio. Tre di questi sono: criticare ripetutamente il partner, disprezzarlo con sarcasmo e non ammettere i propri errori. Il quarto comportamento consiste nell’alzare un muro davanti ai tentativi del partner di discutere. Ciò si verifica quando, durante un confronto o una discussione, uno dei due partner interrompe la comunicazione e, metaforicamente, “alza il ponte levatorio”. Non ci sono cenni di incoraggiamento, tentativi di entrare in empatia, di rispondere o capire. Questo comportamento è molto frustrante per chi lo riceve, tendenzialmente qualsiasi reazione è preferibile. Quindi parlate, muovetevi, rispondete, fate qualcosa!! ma NON ponetevi come un muro. Per approfondire gli altri comportamenti da evitare nel contesto di coppia, puoi leggere questo articolo.

      2) PER LUI: la tua partner torna a casa dal lavoro stanca e nervosa, e comincia a lamentarsi per un litigio avuto con il capo. Secondo lo psicologo John Gray, qual è l’atteggiamento più funzionale da assumere in questi casi?

Ecco una tipica situazione quotidiana che, se non gestita efficacemente, può dare avvio a malumori all’interno della relazione a due. Nel suo best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, John Gray sostiene che molti dei conflitti di coppia derivano dall’errata convinzione che i nostri partner siano simili a noi, che provengano cioè dal nostro stesso pianeta. Invece, uomini e donne pensano, sentono, si comportano e vivono in modi diversi. Conoscere le differenze tra i due sessi può dunque aiutare ad evitare molti conflitti superflui. Ad esempio, quando una donna parla delle proprie difficoltà, l’uomo tende ad ascoltarla quel tanto che basta per offrire una soluzione che secondo lui può farla stare meglio. Nella vignetta sopra citata, l’uomo potrebbe cedere alla tentazione naturale di assumere un atteggiamento risolutivo, ad esempio dicendo alla partner frasi come “dovresti licenziarti e cercare un posto di lavoro dove sei apprezzata”. Dall’altra parte, per le donne, parlare dei propri problemi ha l’obiettivo di esprimere i propri sentimenti e avere comprensione; ricevere una soluzione le fa solo sentire non ascoltate e non validate nelle loro emozioni. Un atteggiamento comprensivo, in cui l’uomo si limita ad ascoltare con partecipazione la partner, magari dicendo una frase come “devi avere proprio avuto una giornata faticosa…” è dunque il più efficace in questi casi.

3) Quale comportamento è risultato maggiormente predittivo di soddisfacimento all’interno delle relazioni di lunga durata?

In una recente ricerca sulle relazioni di lunga durata (Wlodarski & Dunbar, 2013), è emersa una forte correlazione tra soddisfazione all’interno della coppia e tempo trascorso a baciarsi. Tale legame non è stato riscontrato con altri comportamenti, ad esempio con il fare spesso l’amore. Se ti interessa approfondire l’articolo lo trovi a questo link, mentre per conoscere altri 9 studi scientifici che tutti gli innamorati dovrebbero conoscere puoi leggere questo articolo.

4) Condividere emozioni, pensieri ed esperienze molto intime sui social network fa bene all’amore?

Con tutta probabilità no, secondo ciò che emerge da una recente ricerca condotta presso l’università del Kansas. I ricercatori hanno concluso che l’eccesso di condivisione di dettagli della relazione sui social network condurrebbe alla conseguenza che uno dei due partner finirebbe per sentirsi meno unico e speciale, riducendo il livello di intimità e soddisfazione della coppia. Puoi consultare l’articolo originale a questo link.

5) Quale esercizio, se praticato quotidianamente, sembra aumentare in modo considerevole l’appagamento all’interno della coppia?

Secondo lo psicologo Robert Epstein, un esercizio utile per aumentare il benessere di coppia è il cosiddetto soul gazing (scrutarsi nell’anima), che consiste nel guardarsi negli occhi per almeno 2 minuti al giorno.  Il meccanismo di funzionamento è il seguente: permettere a qualcuno di fissarci negli occhi ci rende a qualche livello più “vulnerabili”, e ciò va ad aumentare l’intimità e il legame emotivo tra i partner. Per conoscere le altre ricerche del dott. Epstein sul tema dell’amore, vai a questo link.

6) Il tuo partner ha avuto un comportamento avventato e combinato un guaio che probabilmente avrà conseguenze su entrambi. Come comunicargli il tuo comprensibile disappunto senza peggiorare ulteriormente le cose?

In questi casi, c’è il rischio di assumere un atteggiamento troppo remissivo, lasciando correre, oppure troppo aggressivo, sbottando con un “Sei proprio superficiale”. Una buona idea in questi casi è adottare un formulazione intermedia, adottando una frase come “Hai avuto un comportamento davvero superficiale”. Sebbene le due frasi “Sei proprio superficiale” e “Hai avuto un comportamento davvero superficiale” sembrino identiche nel contenuto, in realtà sono molto diverse. La parola chiave sta nel verbo essere che, se utilizzato male, può risultare problematico. Dire “SEI proprio superficiale!!” significa identificare una persona esclusivamente con quel singolo attributo. Sostituire il verbo essere con il verbo avere (“HAI avuto un comportamento superficiale”), permette di contestualizzare il comportamento nella situazione e di esprimere un opinione senza essere offensivi. Inoltre, è molto più semplice discutere con qualcuno che non ha la percezione che la sua identità sia stata ridotta ad un singolo comportamento. L’uso del verbo essere può essere una trappola cognitiva nelle relazioni di coppia. Per identificare le altre trappole, puoi leggere questo articolo. 

7) PER LEI: tu e il tuo partner avete appena comprato un nuovo mobile per la casa, non vi resta che montarlo. Lui armeggia in salotto e tu intuisci che è in difficoltà. Secondo lo psicologo John Gray, qual è la cosa migliore da fare in questi casi?

Ecco un’altra situazione molto frequente nella vita di coppia che può diventare critica se non gestita con le dovute cautele. Ancora una volta, Gray suggerisce di prendere in considerazione le intrinseche differenze esistenti tra uomini e donne, richiamando questa volta il sesso femminile ad una maggior flessibilità. Infatti, le donne hanno la tendenza naturale ad offrire istintivamente ai propri partner continui consigli e aiuti non richiesti come segno d’amore. Invece, gli uomini sono per natura insofferenti ai suggerimenti in quanto sono portati a raggiungere i propri obiettivi autonomamente e, al limite, a chiedere aiuto esplicitamente. Se troppo seguiti, invece, si sentono controllati e percepiscono poca fiducia. Ecco perché, in una situazione come quella citata precedentemente, è preferibile non dare indicazioni e aiuti agli uomini a meno che non siano loro a richiederlo.

8) “Vivrei anche senza di te” oppure “senza di te morirei”?

Spesso si tende a pensare a se stessi e al proprio partner come a una entità unica, alimentando un atteggiamento di fusione nel quale, senza l’altro, le prospettive di vita sono completamente azzerate. In realtà, mantenere un’identità separata da quella del partner è uno degli elementi che maggiormente contribuiscono a rendere una coppia sana. Contemplare la possibilità di poter vivere anche senza il proprio partner è certamente un’idea contro intuitiva, ma che facilita la coppia ad assumere una “dimensione di relatività” che tutto nella vita dovrebbe avere, regalando alla relazione maggiore serenità. Il pensiero opposto,“senza di te morirei e non potrei avere prospettive” riduce invece la flessibilità del legame e ne aumenta la rigidità.  Per conoscere gli altri fattori che rendono una coppia sana puoi guardare questo video:

9) Lo sapevi che guardare film d’amore può aiutare le coppie in crisi?

E’ quello che emerge da uno studio (Rogge et al, 2013)condotto presso la Rochester University (NY, USA). La ricerca ha coinvolto diverse coppie nella visione di 5 diversi film d’amore nell’arco di un mese, al termine dei quali i partner si impegnavano in una discussione di 45 minuti sulle dinamiche di coppia viste nella pellicola, con l’ausilio di 12 domande fornite dai ricercatori. I risultati hanno mostrato l’efficacia del trattamento nel mitigare significativamente l’entità della crisi di coppia. Puoi consultare l’articolo originale a questo link.

10) Qual è la professione a più alto rischio di divorzio?

Uno studio americano (McCoy & Aamodt, 2009) ha stilato una classifica di professioni in cui il matrimonio avrebbe una minor probabilità di essere longevo. La ricerca, condotta presso la Radford University (Virginia, USA), si è basata sui dati del censimento relativi ai matrimoni e divorzi negli Stati Uniti nell’anno 2000. Al primo posto della classifica si sono posizionati ballerine/i e coreografi (43% di probabilità di divorziare), seguiti da baristi (38,4%), massaggiatori (38,2%) e cassieri di casinò (34%). Le professioni che sembrano invece essere associate ad un matrimonio più longevo sono ingegneri agrari, optometristi, vigili urbani e direttori di attività religiose. I due fattori fondamentali associati al rischio di divorzio sembrano essere 1. ritmi stressanti, con orari impegnativi e imprevedibili e 2. ricchezza di relazioni sociali che possono potenzialmente competere con le relazioni esistenti. Puoi consultare l’articolo originale con la classifica completa a questo link.

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