Ti do l’anima, tu dammi un mi piace

Pubblicato il 5 settembre 2014

Mi-piace-tanti-gruppo-nuvolaHo visto di tutto, ormai veramente sarà difficile continuare a stupirsi. Sui social network ho visto cose che voi umani non… cose che voi umani immaginate benissimo, perché le vedete anche voi ogni giorno. Ho visto bambini ballare seminudi, ho visto bambini ingoiare animali vivi, ho visto persone sprecare quantità non definibili di cibo, ho visto torturare animali, ho visto picchiare persone, ho visto insultare i gay, ho visto far del male fisico a se stessi. Pur di ottenere un ‘mi piace’. Oggi mi chiedevo: la rete è ricca di fenomeni da baraccone, ma questi esistevano prima della rete o sono creazioni della rete stessa? Dopo una lunga riflessione la mia risposta è stata quella proposta nella seconda alternativa e il perché non è così difficilmente intuibile. Abbiamo capito che i social network possono darci notorietà. Non importa veramente tanto essere amati, odiati, acclamati, insultati, l’importante è essere conosciuti. E così quando mi rendo conto che le mie foto piacciono inizio a vivere con l’i-Phone nella mano destra pronto a sparare selfies. Scatto. Condivido. 10 mi piace. Poi 100. Poi 1000. E scatto ancora. Condivido. E ancora.
Faccio colazione. Caffé. Biscotti. Scatto. Condivido. E ancora. Molti giovani fanno pienamente parte di questo meccanismo, anche se in realtà nessuno ne è veramente fuori, qualcuno prova a sottolinearne l’assurdità e per questo tende a distaccarsene. Non è un fenomeno che può essere descritto in poche righe, ma non necessita davvero d’esser descritto, fa parte ormai della nostra vita, tutti sappiamo di che si parla, ma c’è qualcuno che sa a cosa porterà? Io no e vi confesso che ho paura.

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