Corsi di cucina naturale, come scegliere quello giusto?

Pubblicato il 17 novembre 2014

chef

È il trend del momento, il corso di cucina naturale, per imparare quello che è stato perso per strada e ritrovare l’equilibrio, che si stia cercando di dimagrire, di apparire più belli o di nutrire bene i pargoletti affamati.

Allora la pagina di google si apre con centinaia di nuovi corsi, dai nomi naturalsonanti e dai prezzi che al momento sono i più alti della categoria.

Ma come fare a scegliere quello che fa per te e soprattutto come sceglierne uno serio?

Cominciamo con il definire la cucina naturale. Il lavoro non è affatto facile, perché la cucina in generale rappresenta una serie di pratiche che sono espressione di culture più che della natura. Allora forse è più conveniente partire dalla definizione dell’opposto e poi procediamo per esclusione.

   Primo su tutti, cucina non-naturale è quella che usa ingredienti che la natura non aveva provveduto ad offrirti, allora via i prodotti industriali, i preparati, le “basi”, gli alimenti inscatolati, gli estratti, i concentrati, gli alimenti a ridotto contenuto di grassi, di zuccheri etc…

   Secondo ma non secondo, via gli ingredienti non stagionali, esotici, complessi, e soprattutto quelli alla moda, uno degli ingredienti che spunterà tra i primi appena ricerchi “lezioni di cucina naturale” sarà il tofu per esempio, prodotto industriale, genericamente offerto come alternativa al (ormai condannato) formaggio e in quanto tale ritenuto salutare. Sarà che ti stanno abituando a credere che l’unica alternativa alla destra sia la sinistra, che proprio non ci avevi pensato che se la cioccolata fa male, l’unica alternativa non è la merda, e viceversa.

   Poi, diffidiamo di chi ha già fatto per conto nostro la scelta di quale genere alimentare includere e quale escludere. Esempio: vegetali si, animali no; crudo si, cotto no; proteine si, carboidrati no; fino ad arrivare a coloro che lasciano la scelta ad un dio, a meno che non forniscano il numero di telefono tramite il quale comunicano con detto essere invisibile.

Io diffiderei anche di chi porta il dottore tal dei tali ad avvalorare l’ipotesi che la tale categoria di cibi porti conseguenze deleterie e ultimamente alla Morte!

Perché? Leggiti il piano di studi di qualunque facoltà di medicina e quando ne trovi uno che comprenda la nutrizione tra le materie trattate fammi uno squillo.

Ecco qua, già sembra più chiaro, la scelta si è ridotta a pochi siti. Fiuuh! non c’è bisogno di ricorrere al deep web per trovare un corso di cucina decente…

Ora azzardiamo a pensare come potrebbe essere un corso di cucina naturale ideale.

Prima di tutto più che essere ricco di ricette dovrebbe trattare le tecniche che ti permettano di usare gli ingredienti che il mercato locale ti offre in un dato momento. Poi dovrebbe insegnarti a riconoscere la qualità di detti ingredienti e qui i parametri sono molteplici e spesso ingannevoli, allora l’unico consiglio che posso darti è quello di leggere il mio blog e confrontare le info.

Ti faccio un esempio su tutti: qualunque macellaio e anche tutti i gourmet ti diranno che la carne migliore è quella che ha il grasso marmorizzato, cioè capillarmente diffuso per tutto il muscolo, anche la classificazione ufficiale mette questa caratteristica tra quelle che denotano la carne di prima scelta. Eppure questa marmorizzazione (e il sapore di polistirolo associato) è uno dei sintomi della acidosi, la malattia che colpisce una mucca quando viene alimentata con mais e soia, invece che con il foraggio (la natura le ha donato uno stomaco a quattro compartimenti, il primo dei quali contiene solo batteri che fermentano l’erba per renderla poi digeribile agli altri tre, ma nessuno dei quattro riesce a digerire bene le graniglie).

Inoltre un discorso molto importante che uno chef naturalista non dovrebbe mai trascurare è quello dei rischi nascosti nella pratica della cucina. Tra i materiali che si usano in cucina ce ne sono di altamente inquinanti, tossici e velenosi. L’alluminio si ossida quando viene in contatto con cibi troppo alcalini o troppo acidi (salsa di pomodoro), il teflon rilascia sostanze cancerogene se lasciato surriscaldare, quelle caramelizzazioni tanto osannate contengono cancerogeni conosciutissimi, così come gli olii che hanno superato il punto di fumo e poi e poi…

Allora sei pronto a cucinare in modo naturale? In bocca al lupo!

G

 

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